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Territorio e Confini

Filettino, sito al confine nord della provincia di Frosinone, sorge sopra uno sperone di roccia calcarea del Monte Cotento, che scende fra il corso dell'Aniene e il Vardano, il suo territorio è limitato ad est del Monte Viglio, a sud dal S. Onofrio, ad ovest dal Faito, a nord-ovest dal Tarino, a nord dal Cotento.

Filettino è il paese più alto del Lazio (m. 1075 slm), ed è circondato da alte montagne ricoperte di boschi, nei quali domina il faggio. Prima del 1870, sul M. Cotento e sul M. Viglio passava il confine fra lo Stato Pontificio e il Regno di Napoli, ed ancora oggi si erge qualche cippo di pietra a testimonianza di ciò.

Dal territorio filettinese nasce il fiume Aniene, maggiore affluente del Tevere, una delle sue sorgenti più lontane si trova nella piazza principale del paese, e più a valle si arricchisce delle acque del Vardano, dell'Acqua Santa, di quelle delle Fiumata: Rogliuso e Acqua Corore, e infine di quelle di Pertuso, la quale costituisce la sorgente più importante del fiume. Il terreno è quasi tutto a pascolo, pochi appezzamenti sono seminati e si trovano essenzialmente nelle valli ricche di acqua. I pochi prodotti che si raccolgono sono il granoturco, legumi, patate, ortaggi, poichè il terreno sassoso ed il clima freddo non permettono altro.

Filettino è circondato da un ampio scenario di monti: gli Ernici, i Cantari, i Simbruini ed è in questa catena che fanno parte le vette più alte: M. Viglio (m. 2156 slm), secondo monte del Lazio, M. Cotento (m. 2014 slm), M. Tarino (m. 1959 slm), M. Viperella (m. 1836 slm), questi monti per circa sei mesi l'anno sono ricoperti di neve.

La struttura morfologica e idrografica della valle dell'Aniene è ricca di singolarità. Rocce calcaree del tipo dolomitico e dolomie del Trias Superiore si riscontrano nelle zone del M. Tarino, ove si trovano alcuni giacimenti di asfalto (un tempo utilizzati) e calcari cretacei sul M. Viglio e sul M. Cotento.

I monti del bacino dell'Aniene hanno pendici ripide e dirupate. Sul Viglio a Crepacuore e a Pozzotello sono ancora riconoscibili circhi glaciali scavati durante il periodo cretaceo. Nella zona montana si nota l'altopiano di Campo Staffi, conca calcarea chiusa, riferibile a Polje (bacino chiuso di notevoli dimensioni, con fondo pianeggiante, tipico delle regioni carsiche) nella quale le acque vengono smaltite attraverso inghiottitoi, doline e fessure sempre presenti nel calcare, per riapparire più in basso sotto forma di sorgenti. L'aspetto carsico del terreno si può ben notare nelle grotte del pertuso (da Partusus, bucato), ricche di bellissime (stalattiti) e stalagmiti, da dove fuoriesce la sorgente più importante di tutte, comunque le sorgenti sono numerosissime e i corsi d'acqua, data la quantità d'innevamento, hanno in genere un regime costante. Oltre al Pertuso ci sono diverse altre fonti e torrenti importanti: torrenti di Rogliuso e Acqua Corore, che cominciano ad affiorare nella falda meridionale del Monte Tarino a quota 1203 e si immettono nell'alveo dell'Aniene, fonte della Moscosa, fonte denominata Acqua Santa con acqua radioattiva e oligominerale, efficacissima nella cura della calcolosi renale e nella cura diuretica, fonte della Canalicchia. Le precipitazioni cadono in massima parte nel semestre invernale, ma non mancano nel periodo estivo.

La zona è ricca di boschi grandiosi e incantevoli, è adatta al pascolo degli ovini, all'allevamento dei cavalli e dei bovini. Vi cresce il faggio (zona esposta a nord), inoltre abeti e pini, il resto è bosco ceduo (acero).

Il verde attuale è un ampio mantello, che riveste tutte le alture circostanti Filettino. D'estate la visione d'insieme del rigoglio di natura imprime tranquillità, ma anche l'inverno oltre agli sport invernali, offre visioni caratteristiche. Il paesaggio presenta una notevole varietà di itinerari per circa 7766 ettari di bosco, le cui mete sono raggiungibili anche a piedi.

Il soggiorno è piacevole in ogni stagione, poiché il clima è asciutto e salutare. Le distese prative, e i parchi di faggio danno con la pace della natura, ombre, frescure e zone ricche di fragole, lamponi e mirtilli che nei mesi estivi diventano mete ambite di gitanti, e a tal proposito sono molto ricercati i funghi che in queste zone abbondano.

I Simbruini ospitano gran parte delle specie vegetali e animali tipiche della catena appenninica. Si estendono magnifiche faggete, interrotte da abete rosso, tasso e acero montano. Nelle radure e sui pascoli d'alta quota, all'inizio dell'estate, vi sono magnifiche fioriture di genziane, narcisi, gigli, viole e di molte specie di orchidee selvatiche.

Fra gli animali più caratteristici e interessanti della fauna selvatica sono presenti il lupo, la volpe, il gatto selvatico, l'istrice, la martora, lo scoiattolo, la faina, il cinghiale tra i mammiferi. Tra gli uccelli, importanti l'aquila, il falco pellegrino, la poiana, lo sparviere, l'allocco, la coturnice. Nelle acque dell'Aniene vive principalmente la trota.

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